Registrazione | Login
 
domenica 17 dicembre 2017
La storia del gruppo
 

ORIGINI E STORIA DEL GRUPPO  ALPINI  DI  ROVETTA

 

Dalle origini al silenzio per la guerra

 

La fondazione del gruppo Alpini di Rovetta  risale al 22 novembre 1931.

Primo capogruppo fu Giuseppe Oprandi di Fino del Monte, perché in quegli anni  gli alpini di Fino e di Rovetta   costituivano un unico gruppo.

Su “L’Orobico”,  il bollettino mensile della sezione di Bergamo dell’Associazione Nazionale Alpini, compare in una edizione dell’epoca una tabella della “forza del Battaglione orobico” nel 1930 e nel 1931: il gruppo rovettese , con Fino, figura con una forza di 60 uomini. Come termine di paragone, si fa presente che il gruppo di Clusone disponeva di una forza di 108 alpini (dieci in meno rispetto al 1930).

I documenti e le cronache del tempo ricordano che nel giugno del ’33 si riunisce l’assemblea annuale dei soci, alla presenza del capogruppo Peppino Oprandi: poi c’è l’assenza delle fonti d’informazione, fatto che si verifica per tutti i gruppi alpini bergamaschi, con la mancanza di testimonianze scritte sino al silenzio imposto dall’ avvento della guerra nel ’40  che durerà sino alla liberazione del ’45.

Negli anni tragici della guerra, il contributo portato da tutti i soldati è fuori discussione, così come sono indiscutibili i sacrifici che hanno fatto meritare agli Alpini grandi riconoscimenti.

E’ giusto in questa ricostruzione storica, anche se succinta, fermarsi un attimo, per ricordare i Caduti  per la Patria che Rovetta  ha pianto. Per tutti loro, sergenti o semplici soldati, molti appena ventenni, l’Ana di Rovetta  ha voluto innalzare un monumento sul monte Blum: la Cappella Alpina che nella sua faticosa costruzione ha visto la partecipazione e l’entusiasmo di tutti  i Rovettesi: questo nel ricordo dei 63 soldati del paese, partiti per il fronte e mai più ritornati.

 

Dal dopoguerra al ventennio di Demetrio Marinoni (anni ‘70 e ‘80)

 

Nel 1948 i soci ANA sono 20.831, appartenenti a 36 sezioni. Nel 1952 i soci bergamaschi sono 3.161, secondi solo agli amici torinesi (5.162).

Nel 1954 tornano, finalmente, a farsi sentire le voci degli alpini anche a Rovetta che viene ricordata fra i primi paesi  che fanno risorgere il proprio gruppo, e questo avviene grazie all’iniziativa di Raimondo Marinoni.

Dopo gli anni della guerra, piano piano, il gruppo di Rovetta torna a farsi sentire anche fra i vari documenti, si fa più fitta la registrazione degli avvenimenti.

Nel novembre del 1969 costituiscono il consiglio direttivo rovettese il capogruppo (secondo nella nostra storia) Franco Zanoletti, G. Bruno Pedrocchi, Demetrio Marinoni, Antonio Beccarelli, Achille Visinoni. Ma già nel marzo del 1970  questo consiglio direttivo si rinnova e nomina come capogruppo Demetrio Marinoni che rimarrà in carica in modo continuativo per vent’anni, sino al 1989, quando gli succederà Rinaldo Marinoni.

In questo ventennio la prima importante iniziativa è quella della realizzazione della già citata Cappella sul monte Blum che, dopo circa quindici mesi di lavoro, il 20 maggio 1972  viene inaugurata con grandi festeggiamenti e massiccia partecipazione popolare.

Sempre in quell’anno, il 20 agosto, al Blum si svolge la prima scampagnata: prende così il via una lunga serie di  feste intorno alla cappella  che continua  ancora ai nostri giorni. Ogni anno è meta di tantissima gente e non solo in occasione delle scampagnate.

Il 9 marzo 1975 prende il via un’iniziativa che mobilita tutti gli Alpini bergamaschi: si tratta della costruzione di una casa di soggiorno per miodistrofici  che viene realizzata ad Endine Gaiano, su proposta della sezione di Bergamo. Il loro lavoro si svolge la domenica, e in poco tempo il cantiere giunge alla conclusione dell’opera. Rovetta fornisce il suo generoso contributo, non solo per la manodopera ma anche finanziariamente. L’11 giugno 1977 la Casa di Endine Gaiano è stata inaugurata. Sorge su un’area di 1.500 metri quadrati e può accogliere una quarantina di ospiti, con tutti i servizi per la terapia, ivi compresa una palestra ed una piscina, fondamentali rimedi per  la distrofia muscolare.

Il 1976 è l’anno tristemente famoso in Italia per la tragedia del terremoto del Friuli: anche in questo caso gli alpini di Rovetta tendono la loro mano a quella popolazione così duramente colpita. Il gruppo rovettese ha lavorato nel cantiere principale di Gemona del Friuli, costituito dalla Sezione di Bergamo, con Brescia, Breno e Salò. Si è faticato per diversi mesi e per questa opera tutti si sono attivati anche da casa: si sono raccolti i fondi finanziari e inviato addirittura un autotreno carico di cemento.

Nel febbraio 1978 tocca  al Gruppo Alpini di Rovetta organizzare il Trofeo Sora, una gara di sci a staffetta riservata alle penne nere in congedo e a quelle in armi. In palio, ogni anno, c’è il trofeo dedicato al colonnello Gennaro Sora, che è una riproduzione in bronzo del monumento al quinto reggimento alpini, donato all’ Ana dalla famiglia Sora. Alle premiazioni, che si sono svolte nel pomeriggio in piazza Ferrari, hanno partecipato in massa concorrenti, alpini ed un gran numero di persone comuni: centinaia e centinaia di ombrelli aperti sotto i quali stazionava gente che, nonostante piovesse a diluvio, ha voluto assistere in quel 26 febbraio 1978 alla consegna del trofeo tanto ambito ai vincitori. Particolarmente gradita la presenza del presidente della sezione dell’Ana, dott. Caprioli, dello scrittore della famosa opera di rievocazione  “Centomila gavette di ghiaccio” Giulio Bedeschi , dell’alpino Casari  che raggiunse il Polo Nord con il capitano Gennaro Sora.

Il gruppo, sempre più dinamico e laborioso, nel giugno  del 1985 intraprende un altro cantiere: un’altra meritoria  azione sociale nella ristrutturazione di una casa per ospitare gli anziani del proprio paese, la Casa Magri di Rovetta. Si tratta di  un’opera importante di recupero di un glorioso stabile nel centro storico che gli Alpini – su  progetto gratuito del geometra Giovanni Stabilini, attuale Capogruppo delle Penne Nere rovettesi – in  meno di tre anni, portano a termine e  viene inaugurata all’inizio del 1988. Oltre alla manodopera,  i nostri volontari hanno fornito i materiali necessari. Le quattro squadre di lavoro, in cui erano suddivisi i circa cinquanta Alpini che hanno aderito all’iniziativa, si sono alternate il sabato pomeriggio e la domenica sino a cantiere felicemente concluso con la riconoscenza di tutto il paese. Questa realizzazione, ancora oggi fruita da tanta parte della popolazione rovettese per i più svariati scopi associativi e non, è una delle tante testimonianze del forte senso di appartenenza alla Comunità, oltre che di affetto ed espressione pura e vera della solidarietà che scaturisce naturalmente dall’essere Alpino, sempre.

Ancora in questi anni viene dimostrata la grande sensibilità cristiana che caratterizza il gruppo: sempre presenti al richiamo religioso ovunque siano stati, hanno voluto esprimerlo anche concretamente con la collocazione di un Crocefisso in legno proveniente dall’Alto Adige, donato da Bortolo Pedrocchi. Questa opera lignea, ancora oggi ben visibile e venerata da tanti passanti, è ormai il simbolo della meta rappresentata da un oasi verde che gli Alpini di Rovetta hanno realizzato proprio intorno a questo Crocefes, nel bel mezzo del bosco che porta al Monte Blum.

L’ultimo anno della gestione di Demetrio Marinoni si conclude con il Gemellaggio con la sezione degli alpini del paese svizzero di Winterthur. Il 4 giugno 1989 il paese di  Rovetta si addobba a festa  come per le grandi occasioni  e  le vie si riempiono di gente gioiosa che accoglie con grande cordialità le penne nere elvetiche le quali già avevano  ospitato i nostri nell’occasione della loro festa del Ventennale nella propria terra nel 1986. Ancora oggi gli amici alpini di Winterthur, quelli della “doppia naja” , ricordano con gioia quella giornata e soprattutto manifestano il  loro orgoglio per il forte e duraturo legame che li unisce al gruppo di Rovetta.

 

Gli ultimi vent’anni, sino ai giorni nostri

 

Mentre

 Demetrio Marinoni viene  promosso a compiti  direttivi più alti, in qualità di responsabile delegato della zona 17, l’alta Valle Seriana Est, alla fine del 1989, diventa capogruppo di Rovetta,  Rinaldo Marinoni che rimarrà in carica sino alla sua improvvisa scomparsa avvenuta nel 1997. Durante questi anni si va intensificando sempre di più l’opera di solidarietà nel campo del volontariato. E’ dai primi anni Ottanta che il gruppo rovettese ha  costituito una sua squadra  per la Protezione Civile volontaria dell’Ana  che all’inizio, sotto il nome di  Pronto Intervento, raggruppava venticinque Alpini. (Questo aspetto viene affrontato  in apposito spazio della nostra storia). 

Ma durante questi anni altri fatti e  avvenimenti rivelano il dinamismo e la disponibilità delle penne nere  di Rovetta. Il 6 giugno 1993 i nostri Alpini collaborano all’organizzazione di una grande manifestazione – fortemente voluta dal dott. Gregorio Conti, capogruppo storico degli Alpini di Onore – che si svolge a Clusone  sotto la regia dei gruppi Ana della zona 17, l’alta valle Seriana Est: un forza di 9 sodalizi, con circa 1100 soci, tutti coordinati dal responsabile di Zona Demetrio Marinoni. Nel campo sportivo di Clusone sono schierati tre plotoni di  reclute della 50.ma compagnia del battaglione “Edolo”.  Gli oltre 400 Alpini gridano il loro Giuramento, mentre la fanfara della “Tridentina” intona l’inno nazionale e tre mazzi con decine di palloncini tricolori vengono liberati nel cielo limpido e azzurro, tra gli applausi scroscianti della folla estasiata. Una imponente festa alpina che ha avuto due motivi di richiamo: oltre al giuramento delle reclute  della “Tridentina, il raduno del 5° Reggimento Alpini, del 2° e 5° artiglieria da montagna.

Tre anni dopo, il 28 gennaio 1996, l’ Alpino di Rovetta, Caporalmaggiore  Giuseppe Savoldelli,  caduto in Russia e decorato di Medaglia d’Argento viene commemorato in modo solenne, con la tumulazione delle sue spoglie rientrate dalla Russia. Tutte le istituzioni e associazioni del paese si attivano per l’omaggio dovuto a questo glorioso rovettese: i gruppi Alpini, l’Amministrazione Comunale, la Parrocchia di Tutti i Santi, l’Associazione dei combattenti e Reduci. La popolazione, le autorità civili e militari partecipano  con orgoglio e commozione alla cerimonia che inizia con il trasporto della bara dalla Chiesa dei Disciplini, percorrendo la via Fantoni, fino  al monumento ai caduti, con apposizione di una corona a ricordo di tutti i militi che hanno dato la vita  per la patria. Quindi si entra nella Chiesa Parrocchiale di Tutti Santi per la celebrazione della messa in suffragio del glorioso caduto. Alla fine, sempre accompagnati dal corpo bandistico di Rovetta, si giunge al cimitero, dove le spoglie del Caporalmaggiore Giuseppe Savoldelli vengono tumulate con tutti gli onori al merito.

La domenica del 20 giugno 1999 è una giornata splendida e radiosa per gli Alpini di Rovetta: dopo  anni di impegno e sacrificio si concretizza un’aspirazione concepita già nel 1987, la realizzazione di una sede nuova e più spaziosa per far fronte a tutti gli impegni associativi, istituzionali e di volontariato che aumentano sempre di più e che caratterizzano questo gruppo che le cronache vedono  protagonisti e attivi in diversi  campi. I giornali del tempo mettono in risalto questa magnifica occasione per  sottolineare  la soddisfazione e la felicità del sodalizio rovettese che è riuscito  con la fatica dei suoi uomini, con lo stimolo dei suoi dirigenti, con la solidarietà morale di tutto il paese, a realizzare questo edificio iniziato nel 1994 – progettato ancora dall’opera volontaria del geometra, nonché attuale Capogruppo, Giovanni Stabilini – dopo  le discussioni, i ripensamenti e le preoccupazioni che sono il sale e lievito delle opere magnifiche  e  ben fatte, come questa che ci apre il cuore, quando avviandoci per il Monte Blum, ci appare d’un tratto in tutto il suo splendore. Andiamo alle cronache del tempo per rivivere la giornata dell’inaugurazione: «tutta la popolazione con grande festa si è stretta  attorno al Gruppo Alpini per l’inaugurazione della loro nuova Sede. La piazza del paese fin dal mattino era stracolma di Penne Nere e gagliardetti  in rappresentanza di ben 52 Gruppi Alpini, tra cui quello di Levico(TN), i rappresentanti  delle sezioni di Alessandria e Valtellina, con i relativi vessilli, e naturalmente quelli di Winterthur (Svizzera) gemellati da 10 ani con il Gruppo locale. Dopo i preliminari di rito, si è formato il corteo che, accompagnato dalle note della banda di Rovetta  e dalla fanfara di Trescore Balneario, ha percorso le vie del paese, imbandierate a festa, fino a raggiungere la nuova Sede posta al limitare del paese tra il verde di abeti e larici. E’ seguita la celebrazione della S.Messa, accompagnati dai canti del Coro Idica e i discorsi ufficiali aperti da Demetrio Marinoni, Capogruppo, particolarmente emozionato nel ricordare il suo predecessore Rinaldo Marinoni, al quale è stata dedicata la Sede, morto improvvisamente, nel 1987, proprio mentre si apprestava ad iniziare una delle sue molteplici giornate di lavoro volontario per la costruzione. Il nuovo sindaco, Mauro Marinoni, ha  portato il suo saluto e il suo grazie, anche a nome della popolazione tutta e ha ricordato che   i meriti dell’amministrazione comunale sono tutti da attribuire al suo predecessore G.Pietro Benzoni; mentre il dr. Leonardo Caprioli, già Presidente nazionale, ha ricordato i suoi trascorsi di amicizia e di solidarietà umana con gli Alpini locali. Ha concluso gli interventi il presidente sezionale, Gianni Carobbio, che si è complimentato per l’opera compiuta e per l’attività quotidiana che i  Gruppi  dell’Ana dell’Altopiano, giunti al 6° raduno intergruppo, portata avanti a favore di chi ne ha più bisogno. (…). E’ seguita la benedizione e la visita alla sede, dimensionata a misura di alpino, dotata dei locali necessari per tutte le iniziative  di carattere sociale alle quali  le Penne Nere danno vita».

Nel 1999 si svolge, come sopra ricordato, il VI  raduno intergruppo dell’Ana dell’Altopiano  a Rovetta. La sezione locale mette in campo tutte le sue risorse per organizzare e gestire al meglio questa manifestazione che ha visto  una  due giorni di ritrovo e di confronto tra le sezioni del territorio e con la partecipazione massiccia ed attiva degli Alpini di Cerete Alto, Cerete Basso, Clusone, Fino del Monte, Onore, Presolana, San Lorenzo, Songavazzo. Nella stessa occasione è stato assegnato anche il Premio dell’Altopiano alla Squadra Antincendio di Rovetta, per lo spirito di abnegazione dei suoi componenti, la presenza costante ed operosa nella loro attività vitale per il territorio con grande dimostrazione di sacrificio, coraggio, fatica e laboriosità.

L’anno 2000 vede il passaggio delle consegne  e dei gradi di  Capogruppo da Demetrio Marinoni - promosso a incarichi provinciali, dopo il  rientro  in carica per l’improvvisa scomparsa di Rinaldo Marinoni  nel ’97 -  all’attuale responsabile Giovanni Stabilini, lo stesso che, nel 2005, andrà a  ricoprire anche l’incarico di delegato della zona 17, l’alta Valle Seriana Est.

Nel 2002 continua l’opera benefica del nostro gruppo:  gli Alpini   ospitano,  per una passeggiata e una giornata speciale in paese, i ragazzi del Cse di Gandino: «Questa gita – ha spiegato, nell’occasione Maddalena Marinoni, che da diversi anni lavora come educatrice al Centro – diventa un diversivo per questi ragazzi rispetto alla loro vita di tutti giorni. Grazie all’accoglienza degli Alpini rovettesi che oggi ci ospitano nella loro sede per il pranzo e poi per la visita a Rovetta, possiamo trascorrere una piacevole  e tiepida giornata di settembre e far sentire al centro dell’attenzione questi simpatici amici (…)».

Due anni dopo, nel 2004, la beneficenza degli Alpini di Rovetta e del Nucleo di Protezione Civile raggiunge anche l’Africa: viene finanziata la realizzazione di un pozzo d’acqua, opera vitale per la popolazione. Il Padre monfortano Mario Pacifici ha inviato una lettera al capogruppo della sezione rovettese Giovanni Stabilini per esprimere profonda riconoscenza:«…per il grande regalo che è stato fatto, nel costruire il pozzo: questo aiuta tutta la gente, anche la futura scuola che sta per essere costruita, il pozzo è anche motivo  di qualità di vita e previene le malattie».

Il 13 Agosto del 2006 ritorna finalmente, dopo anni di assenza, “la sgambada de Blum” , corsa non competitiva, istituita e organizzata dagli Alpini di Rovetta di cui riportiamo un breve cenno giornalistico: «La “sgambada” verso il Monte Blum, dove sorge la capanna degli Alpini, ha sempre riscorso grande successo. Ai bordi della strada che sale alla cima, molti appassionati di belle camminate applaudivano i corridori e le scommesse su chi arrivasse primo puntavano sempre su Bortolo Marinoni di Rovetta, su Bellini di Fino e pochi altri. Il record della salita delle edizioni passate è fermo a 25 minuti!!! Così, domenica 13 agosto le nuove leve proveranno a sbriciolare lo storico record…».

Sempre nel 20006 è iniziata un’altra partecipazione di attività solidale da parte della nostra sezione: aiutare i gestori di un maneggio a Clusone nella terapia per disabili, soprattutto bambini, che qui si svolge con grande cura e beneficio e che pare sia l’ultimo ritrovato nel campo medico per chi presenta grosse problematiche psico-fisiche.

 

E l’avventura continua…

 

 

 

 

 

 

 VOLONTARIATO ALL’INSEGNA DELLA PROTEZIONE CIVILE

 

 E’ dai primi anni Ottanta che gli Alpini di Rovetta ha costituito un suo gruppo  per la protezione civile volontaria dell’Ana , che all’inizio sotto il nome di Pronto Intervento, raggrupava venticinque Alpini. Da allora il nucleo ha partecipato a tutte le esercitazioni organizzate dalla Protezione civile dell’Ana.

Nel 1986 si è svolta a Rovetta  la grande e imponente esercitazione denominata  “Ana  2”. L’alta Valle colpita da un terremoto, vedeva giungere sul posto gli aiuti nel giro di poche ore: colonne di soccorso, il nucleo medico-chirurgico dell’Ana, associazioni di volontari della protezione civile, l’ospedale da campo del quarto corpo d’Armata alpino con circa settanta uomini, tra ufficiali e soldati, due elicotteri. Insomma, quasi un migliaio di persone. Tutto come se si fosse trattato di un emergenza vera, dunque improvvisa.

Vi hanno preso parte: le sezioni di Bergamo, Brescia, Modena, Padova, Pordenone, Reggio Emilia, Salò, Trento, Trieste, Verona; il nucleo medico-chirurgo nazionale Ana; le asociazioni8 dei radioamatori, della Croce blu di Gromo, del gruppo volontari di Scanzorosciate e dwei Volontari di Castione della Presolana; i militari del Quarto corpo d’Armata alpino.

A Rovetta , oltre al bel ricordo è rimasta una strada, che è stata realizzata nel corso dell’esercitazione “Ana 2”.

Prove su prove, per essere il più possibile all’altezza in caso di calamità naturali. Ed è per prestare soccorso garantendo il massimo dell’efficienza   che la Protezione civile si è dotata di un attrezzatissimo ospedale da campo. A far sentire la necessità di un simile organizzazione è stato il terremoto del Friuli, dopo il quale l’Ana nazionale ha chiesto a tutte le sue sezioni  la disponibilità per creare un Nucleo di Protezione Civile.

Nel triste luglio del 1987 nella Valtellina colpita da una forte alluvione i “volontari con la penna nera” di Rovetta sono in prima linea in mezzo al fango a cercare oggetti e speranze che la popolazione locale si era vista strappare via. Complessivamente sono stati impegnati, a turno, trentasette uomini per un totale di ottantaquattro giornate. Hanno  lavorato con grande impegno,  per ricostruire quello che la furia della natura si era portata via. Hanno bonificato le abitazioni alluvionate, ripristinato sentieri, liberato  dall’isolamento il bestiame, rifatto strade di collegamento, rinforzato gli argini del fiume…naturalmente non da soli,  ma collaborando con l’Ana nazionale al completo. Alla fine hanno ricevuto una medaglia ricordo con la riconoscenza di tutta la Valle e delle autorità lombarde e nazionali.

Dopo sette anni il tragico copione sembra ripetersi: nella primavera del 1994 le nostre Penne Nere accorrono per l’ emergenza Piemonte. Anche qui, un’imponente alluvione, più estesa di quella in Valtellina, tonnellate di fango e detriti da smaltire, ripulire, soccorrere, ricostruire. I nostri intervengono ad Alessandria, dove si allestisce una prima struttura di soccorso nei locali nei locali dell’ex Consorzio agrario messi a disposizione dal Comune  e che gli Alpini hanno liberato dal fango e poi trasformato in un cantiere in grado di accogliere i volontari provenienti da tutta Italia. Dai giornali nazionali e locali: «Hanno operato un mese, senza pesare minimamente, sulle risorse cittadine, autofinanziandosi in tutto, consumando le proprie ferie, lontano dalle famiglie, seguendo un ritmo di attività scandito dall’orologio. Sveglia alle 6, colazione alle 6,30 e alle 7 tutti al lavoro per nove ore al giorno. (…) il capocantiere Demetrio Marinoni di Bergamo snocciolacifre e dati a testimonianza del grande lavoro svolto: 8673 volontari hanno fatto fronte a 756 richieste a favore di privati e partecipato all’opera di ripristino degli ospedali civile, psichiatrico e Borsalino».

Anche in Umbria, colpita dal terremoto del 1997, i nostri Alpini intervengono dapprima per l’assistenza immediata ai terremotati e successivamente per la ricostruzione della Scuola di Musica di Belfiore (Foligno) dall’inizio di luglio ad ottobre del 1998.  Le cronache del tempo: «Dall’inizio dell’estate fino ad autunno inoltrato circa 150 volontari si sono alternati in turni di una settimana nel cantiere di Belfiore. Un apposito pulmino ogni sabato faceva la spola da Bergamo a Foligno, macinando più di 1.000  chilometri, una  “bela strepassada” per gli autisti,  ma anche per  i volontari. Eppure le squadre che arrivavano nella mattinata del sabato, dopo una levataccia antelucana, appena sistemata alla bell’e meglio la loro roba, erano subito sul cantiere a lavorare con la squadra che smontava  a mezzogiorno per tornare a casa. E’ stata una magnifica gara di solerzia e maestria, dando ognuno il meglio di sé. I volontari hanno dormito in  una palestra scolastica, attrezzata a dormitorio, dove i “veci” hanno assaporato ancora una volta il clima della camerata con gli immancabili concerti di “musiche russe” che li cullavano  o scuotevano a seconda del crescere o del calare delle note dei vari solisti .Ci sono stati alcuni… tromboni solisti che hanno messo a dura prova la stabilità delle mura. Per fortuna erano già state collaudate.

Il 17 ottobre gli alpini bergamaschi hanno chiuso il cantiere. L’opera è compiuta, è un segno di speranza sbocciato tra le macerie del terremoto, un “Belfiore” offerto dai bergamaschi ai fratelli Folignati».

Nell’anno 2000 anche a Rovetta le Penne Nere si costituiscono in Nucleo di Protezione Civile   e Claudio Giudici  viene nominato Caponucleo.  In linea di continuità con la loro storia e con le loro radici questi uomini si avvicinano sempre di più ad un’attività  più specializzata, andando a formare un gruppo molto omogeneo e compatto, soprattutto sempre attivo che non lascia quasi mai sosta alla continuità di interventi straordinari quando serve, alternati ad una operatività consueta periodica: ogni anno sono i protagonisti della Giornata del verde che chiama a raccolta  i volontari che si dedicano con impegno alla pulizia di boschi e vallette del territorio; annualmente curano la manutenzione e la pulizia del Percorso Vita del comune di Rovetta; ogni anno partecipano agli interventi della sezione di Bergamo e alla esercitazione Biregionale con l’Emilia-Romagna. Un’altra loro preziosa prestazione è la gestione della Piazzola comunale per il  “verde” e il materiale ferroso.

Nel 2002 partecipano, per la prima volta, in qualità di rocciatori, alla pulizia delle Mura Venete di Città Alta di Bergamo, operazione alla quale ora vengono chiamati periodicamente. Sempre nello stesso anno, precisamente il 1° giugno 2002,  alla presenza del dott. Carlo Lio, assessore regionale  alla Protezione Civile, e del dott. Sergio Torsani, Presidente dell’Associazione Nazionale delle Foreste,  viene inaugurata la Pista Forestale in località Biellone, nella zona della Conca Verde di Rovetta.

Per la sua realizzazione il nostro nucleo ha speso molto in termini di fatica e di impegno, operando soprattutto con la consapevolezza di rendere un grande servizio non solo alla comunità rovettese, ma anche a tutti coloro che continuano ad usufruirne per la salubrità del luogo e il magnifico e immediato contatto con la natura a portata di mano. A tutto questo, poi, va aggiunto il fatto che con quest’opera si è recuperata e portata ad un livello ecologico importante una località che andava verso il degrado naturalistico-ambientale.

Sempre con lo stesso spirito e unità di intenti, il 1° maggio del 2003 viene inaugurata nella stessa zona la Terrazza Belvedere realizzata con il contributo dell’Amministrazione comunale. Il nucleo con questa realizzazione ha creato un’oasi nel bosco, raggiungibile dopo un’agevole mulattiera che sbocca su  un balcone naturale  e suggestivo da cui si  può godere un magnifico panorama di tutto il territorio sottostante, sino alla vista del lago d’Iseo.

Ancora nel 2003  a Rovetta  i nostri organizzano  e gestiscono con successo una Manifestazione Regionale della Protezione Civile con simulazioni di interventi  a tutto campo che hanno coinvolto Elicotteri dell’Elilombardia , sommozzatori del nucleo di Lovere e la locale squadra Antincendio.

Nella Primavera del  2004 il nucleo rovettese organizza sul proprio territorio un  Corso sull’uso della motosega per chi si prende cura del territorio, per chi si occupa di prevenzione e recupero ambientale. Ecco la testimonianza giornalistica del fatto: «Gli alberi e il bosco sono realtà che  devono essere gestite con intelligenza, amate e curate. Sono realtà vive e preziose che hanno bisogno di professionalità e che temono l’improvvisazione e la superficialità. Nasce da qui l’esigenza di organizzare un corso sull’uso della motosega, rivolto in particolare a chi sulle piante opera, anche se solo in ambito di volontariato. Non  a caso quindi  la proposta  è venuta dall’Associazione Nazionale Alpini, per statuto impegnata in questo settore dal terremoto del Friuli in poi, vale a dire dall’istituzione dei nuclei di Protezione civile. Il corso, esclusivamente dimostrativo si è tenuto a Rovetta. La regia sul territorio è stata affidata  al locale gruppo delle Penne Nere, che si è preoccupato di risolvere le questioni logistiche, ottenendo un successo che ha ripagato ampiamente  l’impegno di tutti. Relatore, per la parte teorica, Doro Granello, un vero asso dell’ambiente, tagliaboschi da vent’anni, oggi istruttore per i dottorati di meccanizzazione forestale alle Università di Firenze e Padova, di scienze forestali  nonché per la scuola agraria di Monza. A dimostrazione che anche il volontariato ha bisogno di professionalità». 

Nella primavera del 2005 il gruppo di Rovetta partecipa  all’allestimento del Campo Pellegrini a Tor  Vergata dove si sono ritrovati miglia e migliaia di persone accorse da tutto il mondo in occasione della morte e dei funerali del Papa Giovanni Paolo II. In quelle giornate torride  è apparsa su tutti gli schermi televisivi internazionali l’opera gigantesca compiuta da tutti i volontari che hanno continuato per diversi giorni la loro attività, anche ad evento concluso per ripristinare i luoghi e gli spazi messi a dura prova dalle ondate di fedeli, curiosi e visitatori in genere.

Ed è proprio appena dello scorso anno, nella primavera del 2006 l’ultimo evento che vede protagonisti i nostri volontari, come ben riportato dalle cronache dei vari mass media: « E’ nato il “Gruppo Rocciatori, Secondo Raggruppamento ANA di Bergamo” , organizzato e diretto dal responsabile della Protezione  Civile di  Rovetta Claudio Giudici. Il gruppo è composto da volontari di Rovetta,  Costa Volpino,  Predore, Cerete, Sarnico. La prima esperienza ufficiale della nuova formazione  si è svolta a Sabbio Chiese (BS) durante l’esercitazione interregionale della Lombardia e dell’Emilia Romagna. La squadra ha provveduto alla pulizia della vegetazione della rocca su cui sorge un’ex fortezza, per poter permettere il consolidamento statico della costruzione. (…)Grazie ai volontari del gruppo rocciatori, la Protezione Civile di Rovetta ha una nuova specializzazione, che ne aumenta l’affidabilità, già collaudata da quasi 30 anni di attività».

Questo avvenimento  ha visto il passaggio ad incarichi provinciali di Claudio Giudici, al quale è subentrato come  nuovo Caponucleo della Protezione Civile della sezione Ana di Rovetta, Innocente Brasi.

                                                                                                                Testo di Giuseppe Belingheri

 

 

I lavori
I lavori
Cappella monte Blum
Cappella monte Blum
Messa di inaugurazione
Messa di inaugurazione
Inaugurazione
Inaugurazione
Il gruppo
Il gruppo
Al lavoro in casa Magri
Al lavoro in casa Magri
Gemellaggio Winterthur
Gemellaggio Winterthur
Onore ai Caduti
Onore ai Caduti
Costruzione della sede
Costruzione della sede
Inaugurazione sede
Inaugurazione sede
Pozzo in africa
Pozzo in africa
Sgambada de Blum
Sgambada de Blum
Alluvione 1994
Alluvione 1994
Pulizia mura di bergamo
Pulizia mura di bergamo
Costruzione belvedere
Costruzione belvedere
Roma Torvergata allestimento campo
Roma Torvergata allestimento campo
Il nucleo di protezione civile 2006
Il nucleo di protezione civile
Dichiarazione per la Privacy | Condizioni d'Uso
Home |  La storia del gruppo |  Protezione civile |  Sgambada de Blum |  Le medaglie |  Tutte le fotografie
Copyright (c) 2000-2006